VibrArte incontra Leo Ortolani
Leo Ortolani è da tempo considerato uno dei più importanti autori di fumetti italiano.
Nel tempo ha conquistato fasce di pubblico sempre crescenti, dai fans di nicchia che letteralmente “consumavano” le prime, artigianali, edizioni del suo Rat-Man, al consistente numero di lettori che costringono oggi la Panini Comics a ripetute ristampe della sua produzione.
Un piglio supereroistico in quel “Rat-Man” che parte come parodia del fumetto americano, osservato con quel sense of wonder tipico del lettore italiano abituato a letture raffinate, ma che sgrana gli occhi dinanzi alla magnificenza del machismo fumettistico d'Oltreoceano.
Leo Ortonali ed il suo “Rat-Man” sono, oggi, la perfetta sintesi di due mondi fumettistici apparentemente lontani, ma che nel tempo si sono andati a compenetrare anche, ma soprattutto, con la richiesta di matite italiane negli States, un po' come quando Hollywood chiamava Cinecittà.

Un viaggio via mare, che da un po' ha superato il classico giro di boa: è “il” viaggio tra Rat-Man ed il suo Autore, alla ricerca di vignette e di una trama che le possa contenere al meglio. Sclavi racconta del suo “No, non puoi morire” mentre lui stesso uccideva con la penna un personaggio in un vecchio Dylan Dog. Rat-Man, dal canto suo, promette “pentalogie” che diventano “esalogie”, rivedute e corrette a ridosso della pubblicazione. Come nasce un episodio del Ratto, oggi, e cosa è cambiato negli anni con riferimento alla scrittura di un episodio?
Le storie di Rat-Man nascono sempre nello stesso modo: mi innamoro di un'idea e la sposo. Ma non ditelo a mia moglie. Capita ovviamente che la scrittura risulti a volte complessa, soprattutto se la vita mi porta a essere in ritardo sulla consegna del numero. In alcuni casi, è andata bene, la pressione forgia i diamanti, come diceva Patton, in altri casi, forgia solo una storia che a ben considerare zoppica. magari appena, appena, altre volte vistosamente. Se me ne accorgo, e di solito me ne accorgo perchè inizio a non dormirci bene la notte...Se me ne accorgo, la prendo, la smonto e la ricostruisco più solida e migliore di prima. Per questo, storie di 3 puntate diventano di 4, o storie di 5 diventano di sei. A volte il finale stesso ha bisogno di respirare, e si stende su due puntate, invece di una. Capita, dicevo. Spero sempre che capiti il meno possibile, ma quando ci si imbarca in una saga in più parti, vai a pescare un pesce così grosso che sbagli a prendergli le misure. Adesso, per esempio, sono alle prese con qualcosa per cui ho bisogno di una barca più grande...

Ogni due mesi traspare come ogni numero sia essenzialmente un volumetto in brossura completamente bianco, nel quale hai completa autonomia nel “riempirlo”. Com'è stato impostato il rapporto con l'Editore ed in che modo questo si riverbera nella libertà artistica dell'Autore?
Con Panini Comics siamo d'accordo. Io riempio le pagine, loro guadagnano bene. Non ci sono limiti se non i miei personali, etici e professionali. E funziona! Ma tutto è nato così perchè Rat-Man è nato prima di approdare in Panini. E funzionava benissimo. Quindi, perchè cambiare?

Il Ratto nasce traendo elementi da un mondo fumettistico, quello americano, culturalmente lontano, e visto con italianissimi occhi pieni di stupore. Col tempo inizia ad acquisire implicazioni meno parodistiche, talvolta sfiorando elementi di tipo biblico/religioso, abbandonando la sua età dell'innocenza ed incupendosi in alcuni temi. È stata una scelta narrativa o uno sviluppo naturale del personaggio?
E' lo sviluppo naturale del personaggio e dell'autore. Un cammino che deve portare a quel compimento di cui si vagheggia nel numero 100. Ciò non toglie che ogni tanto mi prendo la soddisfazione di fare una bella storia scema, dove si ride senza pensare troppo!

Nel 1991, su una quarta di copertina di Dylan Dog, si pubblicizzava la prima Ristampa alla quale si sono rapidamente affiancate una seconda ed una terza in versione book. La stessa storia si ripete, nella sua medesima unicità, quindici anni dopo con una prima ristampa del Ratto, poi con una “ristampa della ristampa”, poi con la sua versione a colori, fino alla riproposta di “299+1”, a poco più di due anni dalla pubblicazione. Un evento rarissimo in Italia. Qual è la situazione dell'editoria italiana in generale e più in particolare con riferimento a Rat-Man?
La situazione editoriale italiana non la conosco, mi spiace. Sono chiuso dal 1995 in questa casa a disegnare Rat-Man. Che pare vada bene, per questo, quelle ristampe. Un giorno finirà anche questa cuccagna, ci sarà qualcosa di più bello di Rat-Man e i lettori vorranno solo quello. Spero che sia un mio prodotto! Ahahah! Scherzi a parte, ratty al momento vive benissimo, da quando è nato, lentamente, acquista lettori, o li cambia, non lo so, ma di sicuro non li ha persi. Grazie per la fiducia!

Il fumetto si interseca con la musica: Bollani ed Ortolani. Cosa c'è oltre alla rima?
C'è una simpatica amicizia a distanza, scoppiata con un primo incontro nel 2008, quando mi accorsi che esisteva "uno che da del tu al pianoforte" e che tiene il palcoscenico come se fosse suo. Per scherzo, abbiamo allestito questo spettacolo, dove io disegnavo quello che lui suonava e lui suonava quello che io disegnavo. Siccome siamo due artisti, e lui è bravissimo, è stata una sessione jazz per entrambi, riuscitissima e irripetibile.

Una action figure, cartoni animati, il gioco di carte stile Magic, poi le magliette ed un numero sempre maggiore di devotissimi fan sparso per lo Stivale, oltre a nuovi Autori che richiamano uno stile Ortolaniano della gag. Te lo saresti mai aspettato nel momento in cui iniziavi a lavorare più seriamente a quei personaggi con il muso da scimmia?
Macchè. Disegnare fumetti ti porta dappertutto, fuorchè nella realtà. Quando mi sarò davvero reso conto di quello che è successo, probabilmente sarà tra un pò di anni. Adesso ci sono talmente dentro che nemmeno ho il tempo di dire "A"! Ma del resto, preferisco che sia così. A volte, chi ottiene qualche piccolo successo, poi si monta la testa e vive malissimo.

Rat-Man dovrebbe terminare con il numero 100. Tra le righe degli ultimi numeri, però, qualche dubbio in merito pare ci sia. Come stanno effettivamente le cose?
Hai presente il discorso della storia in 5 parti che poi diventano sei? Una cosa così. Potrebbe anche riuscirmi il gioco e finire con il 100, ma da quello che mi resta ancora da raccontare, e visto come a volte mi diverto a raccontare altro, temo che 100 sia un numero sopravvalutato. L'unica cosa certa è che la serie di rat-Man finirà.

Camuncoli, Dell'Otto, Bianchi, Di Vito, Alberti, Castellini, Villa, da ultimo Manara: sempre più Autori italiani vengono chiamati oltreoceano con risultati che evidenziano il loro altissimo livello di artigiani della matita. A quando la convocazione?
Chi lo sa? Magari mi hanno chiamato, ma io non parlo bene l'inglese, non ho capito. Anzi, probabilmente se succedesse, sarebbe così. Alla Rat-Man.
(Tutte le immagini sono di proprietà di Leo Ortolani)
VibrArte
www.associazionevibrarte.it